Inserito da: torredelfaro | 11 Giugno 2009

Lago di Ganzirri in pericolo: una partita ancora aperta?

Mentre l’estate è alle porte, noi torniamo ad occuparci della Laguna di Capo Peloro per rendicontarvi sulla segnalazione (clicca sopra) che, ricorderete, abbiamo rivolto alla Provincia alla Provincia Regionale di Messina nel dicembre scorso.

La risposta, ad onor del vero cortese e puntuale,  inviataci dall’Assessore alle Aree Protette, Gaetano Duca, faceva riferimento allo stato di salute che interessa, nello specifico, la vegetazione ornamentale del lago di Ganzirri. Trattasi di una patologia batterica, accertata anche dall’Ente gestore, che si è purtroppo propagata tra diversi alberi che circondano lo specchio d’acqua, soprattutto pini e conifere.

In riscontro alla nostra missiva, la Provincia ringrazia preliminarmente l’Associazione Torre del Faro “per le segnalazioni che dimostrano sensibilità ed interesse dei cittadini per la Riserva naturale orientata di Capo Peloro”, ritenendo necessario, pur tuttavia, precisare quanto segue:  

  1. in relazione a quanto evidenziato sui sofferenti esemplari di “Pinus pinea” posti lungo la via lago grande, in località Ganzirri, l’Ente specifica che detti alberi non rientrano all’interno dell’area protetta e che, pertanto, eventuali interventi necessari rientrano nelle competenze del Comune di Messina. La precisazione è stata da noi naturalmente recepita “girando” la segnalazione in parola all’assessorato comunale competente in materia, guidato dalla dott.ssa Elvira Amata (anche su questo fronte vi terremo aggiornati). Benché tale precisazione sia corretta ed ineccepibile, ci auspichiamo comunque un dialogo più pronto e snello tra due istituzioni territoriali, Provincia e Comune, che sono guidate dalla stessa maggioranza politica e che distano tra loro, dopotutto, non più di 30 metri in linea d’area;   
  2. circa lo stato di sofferenza (con casi di disseccamento) delle conifere“Cupressus arizonica” lungo la sponda nord del lago di Ganzirri, zona “A” di riserva, la Provincia ci informa che ha fortunatamente già attenzionato tale problematica. Tuttavia in merito alla patologia batterica da noi individuata sui predetti esemplari, l’Ente ritiene opportuno e doveroso chiarire che “il batterio Agrobacterium tumefaciens, come esposto dai ricercatori del CNR di Firenze in un articolo pubblicato sulla rivista Sicilia Foreste, pur causando alterazioni iperplastiche spesso molto vistose, non riesce quasi mai a raggiungere livelli di effettiva pericolosità per la pianta e, pertanto, non sono previsti interventi di difesa”. Purtroppo, a nostro avviso, ad evidente testimonianza <<dell’effettiva pericolosità per la pianta>>, insistono ancora a pochissima distanza dalle sponde del pantano (ma in territorio comunale!) i ceppi delle decine di pini che negli ultimi 3-4 anni sono stati malinconicamente segati, o peggio sono caduti autonomamente, proprio a causa della patologia in questione. A sostegno della nostra tesi ci limitiamo a citare, tra i tanti ed autorevoli studi che hanno trattato la pericolosità dell’Agrobacterium tumefaciens, il “Monitoraggio fitosanitario delle foreste del Veneto – 2008”, curato dalla Regione Veneto e dall’Università degli Studi di Padova, ove si riporta che i tumori generati da tale patogeno “con l’aumento delle dimensioni possono alterare le normali funzioni dell’ospite e, soprattutto se la localizzazione interessa il colletto, determinare il deperimento e la morte della pianta colpita”. Lo studio, inoltre, individua convenientemente la profilassi del caso, consistente nel “trattare le piante con sospensioni batteriche di Agrobacterium radiobacter (ceppo K-84, in grado di produrre batteriocina, antibiotico attivo contro A. tumefaciens), che si sviluppa negli stessi siti del tumefaciens, dando luogo a una competizione per lo spazio”. Insomma, speriamo sinceramente di non doverci ritrovare tra qualche tempo a ricordare, mestamente, che… “l’avevamo detto!”;  
  3. in ultimo, la Provincia Regionale ci comunica che la rimozione del secco delle palme sul bordo lago e stata completata nelle settimane successive alla nostra indicazione. Anche qui ci auguriamo che tale provvedimento che ha restituito decoro alla vegetazione lacustre, sia stato una mera operazione di manutenzione ordinaria e non un tradivo, ancorché costoso, intervento di natura straordinaria.  

Ciò dovevamo alle prerogative associative dell’Associazione Torre del Faro ed alla giusta attività di cronaca che va portata avanti sulla vicenda. Nell’occasione ringraziamo l’Ente provinciale per la sua risposta tempestiva, anche se a nostro giudizio non totalmente esauriente.

Negli ultimi anni stiamo assistendo, finalmente, ad una graduale opera di recupero e valorizzazione degli specchi lacustri di Ganzirri e Faro, e siamo fiduciosi che l’Amministrazione provinciale continuerà sulla strada intrapresa, sempre più convinti che la cooperazione tra soggetti pubblici e privati può offrire un contributo rilevante, oltre che alla propria crescita istituzionale e sociale, anche al territorio in cui esse operano.

 

 

In allegato: Monitoraggio fitosanitario delle foreste del Veneto – 2008 (clicca sopra)

 

 


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